Manuel Parlato

Terremoto nel mondo del calcio. Rocchi indagato per frode sportiva. Si dimette. I capi di imputazione.

Potrebbe essere considerata la nuova “Calciopoli”, ma la data del 25 aprile 2025 sarà ricordata per aver innescato nel mondo del calcio un nuovo terremoto destinato a lasciare altre macerie sul calcio italiano. II designatore degli arbitri di serie A e B Gianluca Rocchi è stato indagato per ‘concorso in frode sportiva’. Venerdì sera, a quanto apprende l’AGI, gli è stato notificato un avviso di garanzia. L’inchiesta con al centro il campionato 2024-2025 condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione cova dall’estate dello scorso anno sotto le macerie della crisi del calcio italiano e sta esplorando tutte le sue componenti, dagli arbitri alla Figc ai club fino ad arrivare alla giustizia sportiva.

Il caso Udinese-Parma: il video del “vetro” a Lissone

Primo marzo 2025: la partita è Udinese-Parma, il campionato è quello poi vinto dal Napoli al fotofinish sull’Inter. Siamo nella sala Var di Lissone. I tre addetti discutono, guardano e riguardano un episodio su una “possibile mano”. “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo” dice Daniele Paterna che pare orientato a escludere l’assegnazione del rigore.

A un certo punto si gira di scatto, guarda indietro e dal labiale si vede chiaramente che chiede: “E’ rigore?”. Un attimo dopo comunica a Fabio Maresca, l’arbitro in campo: “Un attimo Fabio, controllo l’APP (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal). “E’ possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore”. Alla fine il penalty viene fischiato.

Verso chi si gira Paterna? L’ipotesi contenuta nell’esposto di Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, è che il designatore Gianluca Rocchi “si alza rapidamente dalla postazione per ‘bussare’ più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”. Daniele Paterna è stato convocato dal pm nei mesi scorsi come testimone. La sua deposizione è stata interrotta quando, anche alla luce del video, il magistrato ha ritenuto che non stesse raccontando la verità e gli è stato comunicato che la sua posizione si era trasformata in quella di indagato per falsa testimonianza.

Le tensioni tra AIA e FIGC e il cambio di regolamento

La porta della stanza del Var deve essere chiusa, nessuno può entrarci né condizionare chi è chiamato alle delicate decisioni ma ha una vetrata da cui è possibile vedere tutti gli operatori al suo interno e viceversa. Dopo la denuncia di Rocca e la segnalazione di Antonio Zappi, l’allora presidente dell’AIA (associazione italiana arbitri) inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc e predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta. Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato. Anche la Figc iniziò a inviare gli ispettori della Procura Federale a controllare. Da allora nessuno del team di Rocchi è più andato a Lissone, i rapporti tra Zappi e Rocchi e i vertici federali si sono incrinati e si è cominciato a ipotizzare la scissione della Can serie A (commissione arbitri nazionale serie A) dal controllo dell’AIA.

Gianluca Rocchi nell’inchiesta della Procura di Milano è accusato di concorso in frode sportiva “per avere scelto arbitri graditi all’Inter in alcune partite”. Sono tre i capi d’imputazione nell’avviso di garanzia visionato dall’AGI.

La designazione di Andrea Colombo per Bologna-Inter

In uno si legge che Rocchi “quale designatore arbitrale dell’AIA, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia ‘combinava’ la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica”.

Doveri in semfinale di Coppa Italia

Nel secondo capo d’imputazione, Rocchi, scrive il pm, “quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), ‘combinava’ o ‘schermava’ la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A” che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese”.

Terzo capo d’imputazione per Udinese-Parma

Il terzo capo d’imputazione è riferito a Udinese-Parma dell’1 marzo 2025 quando “in qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l’addetto Var Daniele Paterna inducendolo all’On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso”.

“Pressioni sul Var”

Sempre secondo l’accusa, Rocchi avrebbe esercitato anche pressioni sul Var: “In qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l’addetto Var Daniele Paterna inducendolo all’On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso”.

L’ipotesi di reato è la stessa che vent’anni fa fece esplodere lo scandalo di Calciopoli: secondo gli inquirenti, Rocchi avrebbe condizionato alcune designazioni e decisioni arbitrali, esercitando pressioni sul Var. Tutto avrebbe avuto origine da una lettera-denuncia presentata nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale. La segnalazione, poi archiviata dalla giustizia sportiva, parlava di presunte anomalie nella gestione di alcune partite, tra cui un episodio legato alla sfida Napoli-Fiorentina del maggio 2024.

La risposta di Rocchi

Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura. Sono sereno e vado avanti”. Queste le parole che Gianluca Rocchi ha confidato, secondo quanto riportato da LaPresse, dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati 

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