Manuel Parlato

Psg-Bayern Monaco: lo spettacolo si paga. guardiamo Kvara e riflettiamo

Il calcio oggi è sempre più una questione di budget.Il Napoli ha vinto lo scudetto e a gennaio ha ceduto Khvicha Kvaratskhelia al Paris Saint-Germain per 75 milioni.Quando è andato via guadagnava appena 1,2 milioni: un contratto mai realmente adeguato. Ceduto per paura dell’Articolo 17.Oggi ha già vinto una Champions e, a 25 anni, ha superato i 100 gol tra i professionisti. E la sensazione è che non sia finita qui, anzi che la sua carriera sia appena iniziata. Aggiungiamo per dovere di cronaca Osimhen per altri 75 milioni. Per essere realisti basta mettere a confronto il costo delle rose di Paris Saint-Germain e Bayern Monaco con quelle italiane.La verità è semplice: la qualità si paga, lo spettacolo pure.Se non hai quel budget, a breve termine non puoi competere. Se poi cedi i pezzi pregiati ancor meno. Solo i progetti a lungo termine possono pensare di competere in qualche modo. Sennò esci ai gironi o magari ai play off. Perché sul piano economico e quindi anche del gioco, oggi, la partita si perde su tutti i fronti. PSG–Bayern Monaco: un altro sport. Bastano 45 minuti per capire la differenza. Abissale per ritmo, intensità, qualità, partecipazione al gioco e mentale continua: siamo su un altro pianeta rispetto alla nostra Serie A. Magari vedi Milan–Juventus e sembra calcio al rallentatore. Prevedibile. A tratti soporifero. E non è solo una questione tecnica: qualsiasi squadra italiana in Champions, oggi, rischia di prenderne 4 o 5 a partita. L’Atalanta lo ha già dimostrato. Ma il dato che fa più rumore è un altro: arbitro e VAR. Gestione fluida, interventi chiari, niente protagonismi, nè proteste inutili: tutto a favore dello spettacolo. Esattamente il contrario di quello che vediamo ogni settimana in Italia. Il confronto oggi è impietoso. E non riguarda solo il gioco, ma anche il sistema arbitrale. È un problema proprio del sistema calcio Made in Italy!