Scott McTominay vede quota dieci. Lunedì, al Maradona, contro il Bologna, la grande occasione, ritrovare subito il gol: sarebbe il decimo in Serie A, il quattordicesimo stagionale. Un traguardo che significherebbe doppia cifra in campionato per il secondo anno consecutivo e nuovo record personale complessivo con la maglia del Napoli.
Sembra quasi un invito del destino, ma prima bisognerà fare i conti con la squadra di Italiano, che già all’andata e in finale di Supercoppa era riuscita a limitarlo. Stavolta, però, McTominay arriva con il piede caldo e con la voglia di chiudere l’anno nel migliore dei modi, trascinando il Napoli verso la qualificazione aritmetica alla prossima Champions e blindando il secondo posto alle spalle dell’Inter.
Da quando è arrivato da Manchester, Scott ha cambiato marcia. Non è più soltanto un centrocampista: è diventato un tuttocampista con numeri da attaccante. Inserimenti, forza fisica, presenza, leadership. Conte non rinuncia mai a lui, perché McTominay è equilibrio e strappo, sostanza e gol.
Nella scorsa stagione si era fermato a 13 reti totali, 12 in campionato, chiudendo da MVP dello scudetto. Ora è già a 13 gol, di cui 4 in Champions e 9 in Serie A, con tre partite ancora da giocare. Ne manca uno per migliorarsi. E lo schema delle ultime settimane sembra quasi suggerire che il prossimo sia già prenotato.
McTominay brilla di luce propria, anche se c’è da dire che l’inizio di questa stagione non era stata brillante da un punto di vista prestazionale e realizzativo. Problemi fisici e tattici, la coesistenza con de Bruyne. Ma Scott ha superato brillantemente i momenti bui riproponendosi come leader, riferimento, idolo dei tifosi. E il futuro del Napoli ripartirà anche da lui: perno della manovra, uomo del progetto, professione tuttocampista con il vizio del gol.