Scrivanie girevoli: i ds di mezza Italia potrebbero cambiare squadra e ufficio. Giovanni Manna potrebbe innescare questa girandola infinita. Piace alla Roma che ha già offerto il triplo del Napoli per far vacillare Aurelio De Laurentiis, atteso a breve dal confronto decisivo con Antonio Conte sul futuro tecnico del club. Il diesse azzurro gode già della stima di Gian Piero Gasperini. La sensazione però è che De Laurentiis voglia blindare Manna, magari attraverso un rinnovo e un adeguamento contrattuale, per evitare di perdere uno degli uomini chiave dell’ultimo ciclo.
In ballo e avvolto dalle nubi oscure c’è il futuro di Igli Tare che è tutto da scrivere. Nel processo ai responsabili del flop del Milan, in corsa per lo scudetto fino a metà marzo prima della frenata decisiva all’Olimpico contro la Lazio, anche il direttore sportivo è finito inevitabilmente sotto esame. Arrivato per riportare ordine e competenze specifiche dentro un organigramma spesso apparso confuso, il dirigente albanese oggi sembra già in bilico. Caduco. Appeso ai risultati e agli equilibri interni di un club che, senza Champions ma forse anche con il quarto posto in tasca, potrebbe decidere comunque di voltare pagina.
Eppure, ridurre tutto alle responsabilità di Tare sarebbe troppo semplice. Al ds vengono imputati investimenti pesanti come quelli per Jashari e Nkunku, operazioni costose che non hanno garantito il rendimento sperato. Ma è altrettanto vero che, parallelamente, l’ad Furlani avrebbe portato avanti trattative autonome — Mateta su tutte — senza il pieno coinvolgimento dello stesso Tare. Segnale evidente di una gestione ancora poco lineare e di una convivenza dirigenziale mai davvero decollata.
Un eventuale addio aprirebbe inevitabilmente il classico effetto domino: il risiko delle scrivanie girevoli. In cima alla lista rossonera c’è Tony D’Amico, profilo gradito alla dirigenza e perfettamente compatibile anche con Geoffrey Moncada. Dopo anni di lavoro all’Atalanta, il dirigente sembra pronto a salutare Bergamo, dove tutto lascia pensare all’arrivo di Cristiano Giuntoli dopo il suo anno sabbatico. Scenario che, di fatto, Luca Percassi non ha mai realmente smentito.
Ma D’Amico piace anche alla Roma dei Friedkin, pronta a una nuova rivoluzione dopo l’uscita di scena di Ranieri e la probabile separazione da Ricky Massara.
Sul fondo resta poi l’ombra lunga di Fabio Paratici. Ufficialmente legato alla Fiorentina fino al 2030, ma nel calcio dei direttori sportivi i contratti valgono spesso quanto le promesse estive: tutto, o quasi, dipende dalla chiamata giusta. E se dovesse arrivare una big, ad esempio il Milan, il valzer delle scrivanie potrebbe improvvisamente ripartire ancora una volta.