Manuel Parlato

Auguri Presidente: 77 anni, 22 di Napoli. Il futuro è adesso


Oggi Aurelio De Laurentiis compie 77 anni.
E non è un compleanno come gli altri.

È il compleanno di chi, da 22 anni, guida il Napoli con una visione che il tempo ha trasformato in realtà. Una gestione virtuosa, spesso discussa, ma che ha portato il club dal fallimento alla conquista di quattro scudetti, fino all’ultimo, arrivato esattamente un anno fa.

Un anniversario che si incrocia con un altro momento simbolico: il giorno dell’addio di Antonio Conte.
La fine di un ciclo vincente, l’inizio di una nuova sfida.

Perché questo è il vero punto: il Napoli è di nuovo a un bivio. E De Laurentiis, ancora una volta, è chiamato a scegliere la strada.

Sul tavolo c’è il futuro del club, con l’interesse concreto di un fondo americano pronto a investire sul brand Napoli. Una tentazione forte, ma anche un banco di prova per la solidità e l’indipendenza del progetto azzurro.

Poi c’è la panchina. Ed è qui che nascono i dubbi.

I nomi che circolano — Vincenzo Italiano, Fabio Grosso, Raffaele Palladino — non scaldano l’ambiente. Sembrano più soluzioni di transizione che scelte da Napoli da centenario.

Massimiliano Allegri osserva, ma vuole restare al Milan.
Roberto Mancini è proiettato verso la Nazionale.
E Maurizio Sarri tentenna: il ritorno non lo convince fino in fondo, mentre l’Atalanta rappresenta una pista più concreta.

Insomma, il quadro è aperto. E complicato.

Ma se c’è una certezza, è proprio De Laurentiis.
L’uomo che in 22 anni ha dimostrato di saper cadere e rialzarsi, sbagliare e correggere, rischiare e vincere.

Oggi spegne 77 candeline nel momento più delicato e decisivo della sua gestione.

Perché il passato è già storia.
Il futuro, invece, è tutto nelle sue mani.

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