Napoli-Roma 3-3, il rimpianto di una grande occasione persa, pesa più dello spettacolo. Sei gol, uno spot ideale per il calcio italiano non cancellano la sensazione di aver buttato via tre punti: gli azzurri ritrovano in McTominay un trascinatore, ma non riescono a trasformare la sua prova in una vittoria. Scott è il simbolo di un Napoli che ha ancora risorse e qualità, ma fatica a dare continuità a ciò che costruisce.
La differenza passa anche dalle panchine. Gasperini indovina i cambi, Allegri no. Il tecnico della Roma trova risposte, quello del Napoli lascia interrogativi sulla gestione della gara. È proprio nelle scelte, nei tempi e nella capacità di leggere i momenti che un allenatore deve incidere. Stavolta il confronto premia Gasp.
Poi ci sono le responsabilità individuali. Beukema è il volto della serata negativa in difesa: una prestazione disastrosa che pesa sul giudizio complessivo. Ma fermarsi al singolo sarebbe comodo. Se tre gol segnati non bastano per vincere, il problema riguarda anche l’equilibrio della squadra. Che non c’è. 17 gol subiti. 11 punti in classifica e uno score negativo ben al di sotto delle aspettative di inizio stagione.
Il Napoli non sa gestire le gare: è successo a Milano contro l’Inter. E’ accaduto di nuovo contro la Roma in barba a quelli che vogliono farla passare come prestazione positiva. Di positivo non c’è proprio nulla se vai in vantaggio 2-0 e ti fai rimontare. Poi vai sul 3-2 e ti fai rimontare di nuovo allo scadere. Eppure Allegri la partita l’aveva indovinata con Anguissa dall’inizio al posto di Lobokta. Poi la domanda nasce spontanea: perchè non farlo entrare sul doppio vantaggio a maggior ragione dopo l’errore di Politano che avrebbe potuto chiudere il match?
Resta l’amarezza, insieme alla prova super di McTominay. Il Napoli deve ripartire da lui, senza usarlo come alibi per nascondere ciò che non funziona. Perché gli applausi a Scott sono meritati, ma non restituiscono i due punti lasciati per strada.